Hai toppato? – Guida pratica alla 4ª domenica di Quaresima

Valiamo davvero tutti 10?

Uno più, uno meno, son 10 numeri in più da aggiungere o togliere alla conta di chi deve cercare.
Io usavo la tattica della cabina telefonica: non so come si potesse credere che un marmocchio potesse davvero essere al telefono con qualcuno in quel parco, ma si rivelava un nascondiglio degno dei migliori 007.

Ecco, facciamo che giochiamo tutti a nascondino.

Facciamo che Qualcuno sta contando da una vita intera, magari dal tempo della nostra vita e noi stiamo ancora cercando di capire dove possiamo andare a nasconderci. Non perchè vogliamo star da soli, ma solo perché vogliamo sentirci cercati.

Nascondino insegna che il bello non è non farsi trovare, ma farsi cercare.
E sentirsi cercati ci fa percepire che gli altri hanno bisogno di noi.

 

C’è una taglia sulla nostra testa come per i banditi del Far West.

“Se mi vuoi, sai dove trovarmi.”

Il problema è quando rimani nascosto, ma qualcuno ha già fatto toppa per tutti. Qualcun altro si è preso il merito di essersi nascosto meglio.
Dopo di lui, non ha più senso cercare, il gioco è finito.

Pare si siano dimenticati di te.

Ti senti perso: il tuo rifugio diventa la tua prigione.
Non servi più.
Credi davvero di valer solo quei 10 numeri in più all’inizio del gioco.

 

E ti prendi tutte le colpe: ti sei nascosto troppo bene. Meglio quelli che si nascondono dietro a quello che conta, pronti a topparsi appena si gira per iniziare a cercare.
Almeno poi son salvi da subito e si godono tutto il gioco.
Ti sei scavato la tua fossa, perché se nessuno si ricorda di te è come se fossi già morto.

Puoi sempre uscire allo scoperto, raggiungere gli altri facendo finta di nulla, ma non ti biasimo se rimani nascosto: essere cercati dà un motivo in più per esserci.

 

La bellezza della storia di oggi è proprio qui: tu pensi di aver scavato abbastanza e invece agli occhi di Gesù questo è il risultato.

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Nella migliore delle ipotesi, stai solo chiudendo gli occhi.
Come quando hai paura perché in tv c’è una scena brutta, o come quando non hai il coraggio di vedere quello che succede lì davanti a te.
Non lo vedi, non c’è più.  Non ti vedi e neanche tu ci sei più.

 

Con gli effetti speciali di un po’ di fango impastato nella saliva, immagino Gesù che sorride proprio come quando abbiamo visto le foto qui sopra.

 

Non importa quanto ti credi nascosto.
Preparati, piuttosto a quando ti beccheranno: poi toccherà a te andare a cercare gli altri. Tocca a te non dimenticarti di nessuno.

Nascondino è  una cosa seria.

Chi pensa che a nascondino ci giochino solo i piccoli, sta toppando alla grande.

 

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 9, 1-38b

In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?».

Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».

Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».

Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».

Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.

Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».

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Un pensiero su “Hai toppato? – Guida pratica alla 4ª domenica di Quaresima”

  1. Talvolta ci troviamo anche a nasconderci da noi stessi e mentre gli altri ci trovano noi abbiamo gli occhi chiusi così bene da non vedere niente, un po’ come i bambini nelle foto che coprendosi gli occhi acquisiscono il magico dono dell’invisibilità.

    Sarà per pigrizia di trovarci veramente con le conseguenti fatiche o paura di uscire dal nostro nascondiglio…

    Immedesimandomi nel cieco nato e immaginandomi la scena, la prima cosa che vedrei lavandomi gli occhi, sono le mie mani e la mia immagine riflessa nella piscina, come per dire: ” Eccoti! Sei tu con i tuoi doni, guardali(ti) e non fare finta che non ci siano!”

    Gesù si fa trovare e ci fa sentire cercati quando nella nostra vita ci fa trovare sorprese inaspettate o ci fa scoprire di avere doni che fino a quel giorno non avremmo immaginato di avere…

    P.s. Grazie per queste belle riflessioni 🙂

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