Zio Paperone non è di Betania – Guida pratica alla domenica delle Palme

Non parlerò di palme. O di ulivi.

Non parlerò neanche di tifosi e di quanto sia suggestiva una delle messe più partecipate nelle nostre chiese, se non la più partecipata.
Non parlerò di asinelli, nè di canti di gioia.
Anche perché non se ne parla proprio.

 

Visto che scrivo mentre pranzo, vi parlerò solo di una cena.
Non è ancora il tempo dell’Ultima, ma potremmo dire, una delle ultime cene di Gesù.
Facciamo la penultima.

 

Con questo brano di Vangelo inizia la settimana più importante dell’anno liturgico.
Una settimana di emozioni forti.
E non poteva che iniziare a tavola, il luogo che a distanza di una portata è capace di teletrasportarti lontano anche se stai fermo.

 

Ecco allora immaginate Gesù che ride e scherza con gli amici e che, al posto del limoncello, o anche solo del caffé, riceve le attenzioni di una donna che inizia ad imbrattargli i capelli di nardo, di un unguento profumato.

Questi parlavano un linguaggio d’amore che non conosce le parole vecchio, superato, antico, d’un tempo nel suo vocabolario: vale anche dopo 2000 anni.

E se vi sembra poco allettante e poco sensuale, provate a pensare a quella sensazione quando la bella parrucchiera vi fa lo shampoo ai capelli o quando il vostro ragazzo gioca con la vostra chioma perfetta: non importa quanto tempo ci abbiate dedicato per tenerli in ordine, ma voi chiudete gli occhi, sentite le dita che disegnano autostrade di sapone sulla vostra testa e tutto il corpo, fino alle punte dei piedi, subisce un black-out.
Ci fosse un interruttore umano, lo dovrebbero piazzare in testa.
E la cosa che sorprende è che vale anche per chi di capelli non ne ha, come me d’estate.
E vale anche con le dita del vento.

Basta così poco per farti venire i brividi.

 

Qui dovete immaginare una combo: non solo gli tocca i capelli, ma lo fa con un unguento pregiatissimo e profumato.
Sembra sia un’occasione speciale, una di quelle dove non importa quanto ti costa, ma quanto vale quello a cui (ti) offri.

Come quando ti trovi un incendio che divampa di fronte a te e la manetta dell’acqua è dietro ad un vetro da rompere solo in caso di emergenza: Gesù era quel fuoco e quel profumo era l’acqua. Gesù era l’emergenza, l’occasione speciale, l’evento che valeva la pena, il prezzo di quel profumo.

Per capirsi, non mi sembra esagerato dire che per quel profumo alcuni avrebbero dovuto lavorare un anno intero.
Un anno in officina in cambio di qualche minuto a tavola.

Spreconi.

E via con l’elenco di cose che Maria avrebbe potuto farci di meglio: cose tipo una macchina, le tasse dell’università, vestiti, rate del mutuo per la casa, una vacanza, qualsiasi cosa della mela morsicata, cinema, palestra…
Non so se vi è mai capitato di risparmiare per un bel po’ per poi bruciare i soldi in una volta sola: anche se è il motivo per cui avete risparmiato, insieme a quella carta che striscia ci sarà anche la striscia di una gocciolina di sudore fredda che trapassa la vostra schiena.

Da piccolo ho sempre sognato di nuotare nella piscina di monete di Zio Paperone, ma quando ho provato quella di palline, ho capito che deve far male e che soffoca.

 

A 15 anni t’illudi di poter risolvere tutti i problemi umani e i soldi sono il gioco dei grandi cui partecipi solo in piccola misura e per soddisfare i tuoi mini-desideri..
A 20 anni credi che ogni lite potrebbe finire, basterebbe mettersi d’accordo, e i soldi danno solo lo sfondo in cui passare le tue serate.
A 25 anni scopri che le incomprensioni possono anche essere volute, che non tutti vogliono stare in pace con gli altri; i soldi intanto diventano un ricordo perché il tuo portafoglio diventa una stazione per treni.
A 30 anni capisci che neanche noi vogliamo sempre quella pace e che vince chi sa cavalcare le sconfitte degli altri e i soldi diventano un’arma, per difendersi e per attaccare.
A 40 anni capita persino che i soldi diventino le armi per combattere le incomprensioni che non varcano la porta di casa.
Arrivi ai 70 e capisci che vale la pena alzare bandiera bianca, ammettere di aver sbagliato anche quando avevi ragione e che in fondo a 15 anni avevi già capito tutto.

Capisci che se nelle relazioni avessi investito più in vestiti che in borsa avresti qualcosa da metterti anche quando la vita ti prepara una festa a sorpresa.

Tipo quando la vita ti invita Gesù a cena.

 

Questa donna non aveva tutto, ma aveva tanto.
Non ha esitato a spenderlo per amore.
Provate a dirle che ora non ha più niente.

 

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 11, 55 – 12, 11

In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Comments

comments

Un pensiero su “Zio Paperone non è di Betania – Guida pratica alla domenica delle Palme”

  1. “Questa donna non aveva tutto, ma aveva tanto”

    Aveva tanto amore da investire, e come coi soldi, se parti già da una buona base di investimento ti torna indietro molto di più…

    Con la differenza che poi l’amore ti resta per quanto tu possa spenderne non può che aumentare, il che porterebbe il 70enne a non alzare bandiera bianca.

    Gesù è amore, quindi quando diciamo di fare qualcosa con amore spesso lo facciamo con uno stile intrinseco che ci riporta a Lui, e in quel che facciamo si vede chiaramente questo amore e questa forza.

Rispondi